LE OLIMPIADI PRENDONO LE DISTANZE DA TWITTER
Tra gli oltre 500 milioni di utenti di Twitter ci sono ovviamente anche gli atleti di tutte le nazioni. Ecco quindi che alla vigilia delle Olimpiadi di Londra 2012 ci si interroga sull’uso appropriato dei “cinguettii” da parte degli sportivi coinvolti nei Giochi. Basta infatti una semplice affermazione, una foto, un video e si rischia di ledere diritti d’immagine o esclusive, per non parlare di strategie e indiscrezioni sulle gare.
Per evitare problemi a monte, l’organizzazione stessa di Londra 2012 e alcune Federazioni hanno adottato delle misure preventive di vario tipo, dalla proibizione di pubblicare filmati online, indetta dal Comitato olimpico australiano, al divieto di twittare nelle quattro ore che precedono la gara e nelle due successive, imposto dalla Federhockey inglese. Per i volontari del comitato organizzatore i tweets personali saranno banditi; sarà loro permesso unicamente di ritwittare fedelmente ciò che è stato già diffuso dall’ufficio stampa ufficiale.
Ci si è inoltre giustamente chiesto se tarpare le ali ai Twitter addicted possa ritorcersi contro in qualità di prestazioni, come testimonia Cory Jane, ala degli All Blacks, che si è sentito a disagio e ha visto calare le sue prestazioni nel corso della Coppa del Mondo di rugby durante la quale gli era stato impedito di interagire col web.