OLIMPIADI: BUDGET A CONFRONTO

Pochi giorni fà è stato presentato al Governo lo studio di fattibilità per la candidatura di Roma come città ospitante le Olimpiadi 2020.
Il piano presentato dal CONI e dalle istituzioni coinvolte è stato accompagnato da un grande ottimismo, sentimento più che comprensibile visto il momento difficile che l'Italia sta attraversando; aggiudicarsi le Olimpiadi potrebbe significare il primo passo verso la ricrescita, aumenterebbero sia il PIL che i posti di lavoro, e la perdita secondo le previsioni sarabbe minima, appena 100 milioni di Euro.
Paragonando il budget previsto dal CONI, con le spese sostenute per i Giochi di Atene 2004, Pechino 2008, Londra 2012 e Rio de Janeiro 2016 sembra che la candidatura italiana sia in linea con le spese sostenute dalle altre città, ma questo basterà ad offrire una candidatura competitiva?
Il budget infrastrutturale previsto dal CONI sarà pari a 6.3 miliardi di Euro, molto simile a quello di Londra ma nettamente inferiore alle spese sostenute in Grecia, Cina e Brasile, meno virtuosa è invece la previsione per quanto riguarda il budget organizzativo che per Roma sarà superiore ai 2.5 miliardi di Euro, cifra in netto aumento rispetto a tutte le edizioni passate, presenti e future delle Olimpiadi.
Questi dati devono certamente tenere conto dell'aumento dell'inflazione, ma l'ammontare delle spese organizzative rimane comunque alto se paragonato per esempio al miliardo e 200 milioni (di Euro) spesi per Pechino 2008.
Ciò che preoccupa però non è tanto il raffronto col budget delle edizioni passate dei Giochi quanto le proposte dei città concorrenti a Roma, in particolare Tokyo e Madrid, che hanno fatto del risparmio il punto di forza delle loro candidature.